Coronavirus, la Ferrari ha realizzato il ventilatore polmonare FI5

In questo difficile periodo, segnato dall’emergenza coronavirus, la sanità ha vissuto una forte crisi e proprio per questo motivo molte aziende appartenenti a diversi settori si sono subito adoperate per dare una mano.

Dalla seconda metà di marzo, proprio nei primi giorni del lockdown in Italia, la Scuderia Ferrari insieme a l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno iniziato a realizzare un ventilatore polmonare che sono riusciti a produrre solo dopo 35 giorni.
Il ventilatore polmonare è stato creato in tempi record. Dietro a questo progetto, per quanto riguarda la Formula 1, c’è stato Corrado Onorato, F1 Innovation Manager, e l’ingegnere Simone Resta. Per l’IIT hanno lavorato i migliori esperti che si sono avvalsi delle competenze degli ospedali come il San Martino di Genova e il Niguarda di Milano. Inoltre a questo progetto hanno dato il loro contributo il Gruppo Camozzi.

È stato denominato FI5 perché hanno preso spunto dai loro nomi, utilizzando solamente le iniziali, perciò F sta per Ferrari e I sta per Istituto e il numero 5 sta invece ad indicare le cinque settimane che ci sono volute per creare il dispositivo.

Le proprietà principali di questo dispositivo sono diverse. Prima di tutto vi possiamo dire che il progetto è open source e ciò sta a significare che può essere prodotto da chiunque, la realizzazione è a basso costo e inoltre può essere prodotto in serie impiegando materiali facilmente reperibili. Stando ai tecnici è anche facile da montare e utilizzare.

Oltre a ciò l’Istituto Italiano di Tecnologia ha trasmesso il progetto al consorzio DIH-HERO che si occupa di tecnologie robotiche nella sanità.

Sul corriere.it si può leggere la dichiarazione, che vi riportiamo per intero, di Mattia Binotto, Team Principal della scuderia : “FI5 è il contributo che abbiamo voluto dare come Scuderia nella lotta al Covid-19, mettendo in campo non soltanto le caratteristiche precipue del DNA di un team di Formula 1 ma soprattutto quelle che rendono la Ferrari qualcosa di speciale: passione, creatività e voglia di migliorarsi. Portare a compimento questo progetto è stata un’esperienza non soltanto molto stimolante ma anche davvero gratificante per tutti i nostri collaboratori che hanno lavorato fianco a fianco con i colleghi dell’IIT e con gli altri partner. Sono iniziative come queste che fanno di #essereFerrari non uno slogan ma un tratto distintivo della nostra identità”.