pilota droni

Perché seguire un corso di formazione per pilotare un drone?

Pilotare un drone sarà il lavoro del futuro? Gli appassionati delle nuove tendenze tecnologiche sono continuamente aggiornati sugli sviluppi di questi velivoli e della loro passione hanno deciso di farne diventare un lavoro professionale a tutti gli effetti! Ma la professione di pilota di droni è remunerativa? C’è un mercato per chi con l’abilitazione giusta svolge questo lavoro? In sintesi quanto si può guadagnare?

Con il nostro articolo cercheremo di dare voce a tutte le vostre curiosità!

Che figura è quella del pilota di droni?

Il dronista, o pilota di droni, è capace di guidare da remoto i SAPR ed ha le competenze utili a svolgere questa professione grazie al corso di formazione. Il corso che forma i dronisti è caratterizzato da un modello teorico e da uno pratico, che si può conseguire solo in una scuola autorizzata. Il corso è obbligatorio se si vuole ottenere l’abilitazione. Alla fine del corso e passati i dovuti esami, si otterrà una licenza  o un attestato in base al drone che si piloterà.

Scegliere la carriera da dipendente o da libero professionista?

Stiamo parlando di una professione nuova che desta curiosità ma che è vista con sguardo attento dagli operatori dell’ambiente. La maggior parte dei professioni del settore ha iniziato la carriera di pilota di drone in maniera amatoriale ma, alla fine ha deciso di farla diventare la prima e vera fonte di guadagno. Alcuni sono lavoratori dipendenti da aziende o enti che si occupano anche di questo oltre che al lavoro vero e proprio per cui sono stati assunti. Questo perché è raro che un’azienda sfrutti l’opera di un dronista a tempo pieno pagandolo solo per questa determinata occupazione. Aprire un’attività in proprio, a questo punto, risulta un vero rischio. Costruirsi una reputazione con queste modalità richiede un certo sforzo, molta dedizione e caparbietà, considerato che i risultati non sono immediati.

Le giuste attrezzature

Per avviare un’azienda dedicata al volo di droni bisogna avere un po’ di risparmi da investire, perché già l’acquisto del drone e delle attrezzature ad esso riferite, hanno un bel costo. A seguire vi elencheremo le voci delle spese che un operatore del settore deve affrontare:

  • Acquisto del drone che varia in base al modello e ai motori, con un costo variabile di migliaia di euro. Le parti di ricambio saranno una spesa fissa perché le eliche, per esempio, si danneggiano con facilità.
  • Il corso per diventare pilota di droni valido solo se rilasciato da scuole e centri autorizzati.
  • Il costo delle varie autorizzazioni richieste all’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione, che concedono di svolgere interventi critici in sicurezza.
  • Il costo dell’assicurazione
  • L’apertura e la gestione della partita Iva.

Che tipo di opportunità offre il mercato ad un pilota di droni?

Quello dei dronisti è un lavoro in rapida ascesa, sia in Italia che all’estero. Nel nostro Paese le richieste di interventi di operatori professionali che guidano un drone è via via in crescendo sia come dipendente pubblico sia come libero professionista. Ma che tipo di carriera può sviluppare un pilota di droni? I campi d’applicazione più conosciuti sono quelli del cinema e della fotografia, ma i settori d’intervento sono veramente tanti altri, la mappatura del territorio e l’agricoltura, sono due esempi in alternativa.

Le riprese aeree e fotografiche

È l’impiego più diffuso che si fa quando si assume un pilota i droni. Per mezzo delle telecamere e fotocamere a risoluzione professionale, è facile riprendere panorami dall’alto di una bellezza unica. La maggior parte dei professionisti del volo ha un curriculum passato come fotografo, cameraman o filmaker e si mette a disposizione di agenzie che realizzano riprese aeree negli eventi o nei matrimoni, con una qualità eccellente. Sono molto presenti anche nel cinema e nella realizzazione di documentari.

Le riprese subacquee

Grazie all’uso di droni subacquei i piloti di droni catturano immagini mozzafiato del mondo marino.

Se vuoi maggiori informazioni sul corso professionale di pilota di droni visita il sito https://www.dronionline.net/droni/corso-pilota-droni/

 

Nuova soluzione per il risparmio energetico: gli impianti con accumulo

L’impianto fotovoltaico con accumulo strutturalmente non si differenzia molto dal classico impianto fotovoltaico.
Visti dall’esterno sono simili. Le batterie con accumulo hanno la caratteristica di poter essere aggiunte all’installazione dei pannelli anche in un secondo momento. Se si è intenzionati a montare le batterie con accumulo, quello che è importante è determinare se effettivamente c’è un giusto spazio che possa accogliere le batterie, e quindi l’impianto d’accumulazione. A oggi si sono raggiunti degli ottimi risultati con gli impianti fotovoltaici, prima l’unica scelta che si poteva fare era quella di decidere di montare un normale impianto fotovoltaico con cui si poteva fare lo “scambio sul posto”. Invece fortunatamente adesso grazie al progresso tecnologico che è avvenuto nel settore delle batterie, sono diventate più produttive e anche più economiche. In particolar modo per questi due motivi sempre più persone hanno cominciato a interessarsi all’impianto fotovoltaico con accumulo.

Come funziona l’impianto fotovoltaico con accumulo?

Generalmente l’energia che viene prodotta dall’impianto fotovoltaico, durante le ore di irraggiamento, non viene usata tutta per la casa. Dunque il resto dell’energia viene mandata alla rete elettrica. Questo processo si chiama “scambio sul posto”. Solitamente però la notte viene consumata più energia elettrica, quando non è presente il sole. Ma è qui che entrano in gioco gli impianti fotovoltaici con accumulo. Le batterie hanno la funzione di immagazzinare l’energia elettrica. Con questo procedimento si riesce a utilizzare in modo totale la corrente che viene prodotta durante le ore di irraggiamento solare. Tutto questo avviene collegando semplicemente all’impianto fotovoltaico una batteria che è in grado di conservare la corrente che poi si potrà utilizzare la sera.
Perciò con gli impianti fotovoltaici con accumulo si può consumare di notte l’energia che si è prodotta durante il giorno.
E’ stato stimato che montando un impianto fotovoltaico con accumulo si riesce a soddisfare quasi totalmente il fabbisogno giornaliero.
In tal modo sicuramente c’è l’aumento dell’autoconsumo. Si trae vantaggio sia quando si riesce nell’immediato a sfruttare direttamente l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e sia quando si utilizza l’energia accumulata dalla batteria. Così si andrà a utilizzare sempre meno l’energia della rete elettrica. Di conseguenza ci sarà un risparmio economico in bolletta.
Perciò con il sistema di accumulo aumenta la parte di energia autoconsumata rispetto al classico fotovoltaico che effettua lo “scambio sul posto”. Oltre al ritorno economico c’è anche la possibilità di poter usufruire di un sistema di alimentazione di emergenza nel caso si verificasse il blackout.

Consigli e vantaggi

Prima dell’acquisto di un sistema di accumulo si consiglia di valutare e stabilire i reali vantaggi economici in rapporto ai bisogni e allo stile di vita, quindi dei fabbisogni energetici personali. Inoltre è importante prendere in considerazione i tempi di rientro per il fatto che un’impianto fotovoltaico con accumulo a causa della batteria ha un costo maggiore. Di conseguenza il ritorno economico ha tempi più lunghi in confronto a un normale impianto fotovoltaico.
Le spese dell’installazione dell’impianto fotovoltaico con accumulo, anche se sono superiori a quello del sistema a scambio sul posto, dopo un tot di anni si potranno recuperare come minimo una parte dell’importo. Bisogna dire che i prezzi delle batterie con il passare degli anni hanno continuato a scendere.
Quando si va ad acquistare la batteria bisogna prendere in considerazione il tempo di vita che viene indicato in anni e in numero di cicli di vita, ovvero, cicli di carica e di scarica. Naturalmente questa proprietà dipende dalle necessità di energia elettrica, più saranno alte e più si ripeteranno i cicli di carica e di scarica e di conseguenza diminuirà la durata delle batterie. E’ fondamentale che ci sia la presenza di garanzie scritte sul tempo di vita o sui cicli di vita delle batterie. Perciò si raccomanda di rivolgersi a un’azienda affidabile, che abbia una buona reputazione.

Sei interessato ad un impianto con accumulo? Visita la seguente pagina: https://www.be-next.it/impianti-fotovoltaici/impianti-con-accumulo/

PlayStation VR sarà una realtà, ci saranno più di 50 giochi prima che finisca l’anno

Ciò che sarebbe avvenuto nel mese di ottobre nel mercato della Playstation è qualcosa che sapevamo dalla Game Developer Conference, e anche che il prezzo di partenza era di 399 euro. La realtà virtuale e Sony PlayStation è il protagonista dell’E3 -2016, quello che non sapevamo è la data precisa del rilascio della playstation VR: il 13 ottobre.

L’alternativa alle console HTC Vive e Oculus Rift sta prendendo forma con una buona dose di giochi, e un prezzo di partenza inferiore, anche se, ovviamente, avete bisogno di una PlayStation 4 per far funzionare il sistema.

Il prezzo del casco non include la fotocamera e i controlli di spostamento, che possono essere acquistato in un pacchetto che aumenterà il prezzo di circa euro 100 in Europa. La fotocamera a parte sono altri euro 60.

Sony ha promesso che ci saranno più di cinquanta titoli pronti per il mercato da ottobre a alla fine del anno, e tra questi sembra ci sarà Star Wars o Batman, ma ci piace anche ricordare che un nome importante legato alla realtà virtuale è Resident Evil 7.

Xbox, approcci alla realtà virtuale

Solo un paio di giorni fa ci è giunta la voce sui piani di Microsoft che saranno rilasciati nell’ambito della manifestazione E3 che si svolgerà a Los Angeles, una notizia bomba che porta due novità interessanti per il dispositivi Xbox: una versione ultra HD, una versione più sottile ed economica, consistente in una nuova Xbox One con un rinnovato GPU con supporto 4K compatibilità con la realtà virtuale di Oculus.

E se non ne abbiamo avuto abbastanza, oggi una nuova voce dà forza alla versione della Xbox 4K VR, dal momento che in base alle informazioni raccolte in Ars Technica, un famoso studio europeo è già al lavoro sul primo gioco di realtà virtuale unico per questa Xbox.

“Un gioco di realtà virtuale ambientato nell’universo di un famoso gioco”.

Ars, non rivela il nome dello studio o franchising di questo gioco di realtà virtuale, limitandosi solo a ricordare che questo è un famoso gioco che presumibilmente sarà disponibile per PC e PS4, ma la versione Xbox porterà il nome ‘VR’, qualcosa che lo rende una versione “speciale” della piattaforma.

Questo gioco sarà annunciato durante la conferenza Microsoft all’E3, ma non sarà rilasciato fino al 2017 a fianco della nuova console in grado di competere contro la presunta PlayStation Neo 4.5.

D’altra parte, i nostri lettori hanno scoperto qualcosa di curioso nella rete di E3, nelle loro categorie hanno un record associato a “realtà virtuale Xbox One”, sezione dedicata anche agli sviluppatori, cosa che andrebbe a confermare il fatto che la realtà virtuale è arrivata alla console di Microsoft, dove Oculus attualmente è protagonista.